C'è Alfonso Berardinelli, maestro nell'arte di scomparire. E c'è John Berger, che ci ha insegnato uno sguardo diverso per conoscere e per stanare le ingiustizie. C'è Romano Bilenchi, che crede che un narratore sia uno che racconta, e basta; e c'è Yves Bonnefoy, che spiffera come si sogna, ai ragazzi del carcere di Nisida. Gli incontri più felici della raccolta sono, con ogni probabilità, quelli dedicati ad Herling e a La Capria, non soltanto per le riconoscibili affinità elettive e per l'empatia profondissima; c'è più di una claudicanza, invece, nella rappresentazione degli editori plurima e forse eccessiva, da Giulio Einaudi alla per ora poco memorabile Ginevra Bompiani, passando per donna Elvira Sellerio e per Feltrinelli jr; meno male che manca Gaffi e rimane qualche inevitabile perplessità per le epifanie kitsch di Oscar Wilde e di Italo Calvino con tanto di Ludmillatuttavia nel complesso l'esperienza estetica rimane emozionante e coinvolgente, deliziosamente tenera nelle silvio perrella incontri insperati descrizioni di sofferenza psichica, fisica, intellettuale degli incontri sezional. Perrella ha una certa facilità nel rappresentare la grandezza e l'essenzialità di quei critici letterari, come Garboli e Pampaloni, che hanno saputo mantenere le distanze dal circo chiassoso dell'editoria milanese e romana, fregandosene dei riconoscimenti e della fama che invece poteva loro derivarne. Quando parla di Napoli e dei napoletani — succede spesso, è come se Napoli fosse l'ombelico del mondo, e forse non è vero — sa essere elegiaco e folkloristico. L'opera è apparsa nella collana unica della Gaffi ; scelta silvio perrella incontri insperati Raffaele Manica, è fregiata da una copertina del sempre riconoscibile Maurizio Ceccato. Silvio Perrella Casa editrice: Gaffi Data di Pubblicazione: Gianfranco Franchi, settembre

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Gli incontri più felici della raccolta sono, con ogni probabilità, quelli dedicati ad Herling e a La Capria, non soltanto per le riconoscibili affinità elettive e per l'empatia profondissima; c'è più di una claudicanza, invece, nella rappresentazione degli editori plurima e forse eccessiva, da Giulio Einaudi alla per ora poco memorabile Ginevra Bompiani, passando per donna Elvira Sellerio e per Feltrinelli jr; meno male che manca Gaffi e rimane qualche inevitabile perplessità per le epifanie kitsch di Oscar Wilde e di Italo Calvino con tanto di Ludmilla , tuttavia nel complesso l'esperienza estetica rimane emozionante e coinvolgente, deliziosamente tenera nelle ripetute descrizioni di sofferenza psichica, fisica, intellettuale degli artisti. Alcuni li ha raccolti in un libro. Dal al è stato presidente della Fondazione Premio Napoli. Su "Il Mattino", oltre a editoriali, recensioni e reportage, tiene una rubrica quotidiana di poesia intitolata "Il Divano": Ma credo di poter dire che Perrella preferirebbe le delusioni alle illusioni. La sua voce di tanto in tanto fa capolino dalle frequenze di RadioTre, in particolare modo nella trasmissione "Wikiradio". Cominciai a leggere i suoi articoli, i suoi saggi, le sue interviste. Lui aveva già incontrato un mio libro, attratto dalla fascetta, firmata da uno scrittore caro a entrambi. Perrella ha una certa facilità nel rappresentare la grandezza e l'essenzialità di quei critici letterari, come Garboli e Pampaloni, che hanno saputo mantenere le distanze dal circo chiassoso dell'editoria milanese e romana, fregandosene dei riconoscimenti e della fama che invece poteva loro derivarne. Questa voce sull'argomento scrittori italiani è solo un abbozzo. Estratto da " https: Fanno pensare a delle poesie in prosa che provano a tradurre? Continua… Piace a 0 persone Registrati o Accedi per rispondere.

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Insperati incontri — Mangialibri. Raccolta di interviste (anche “impossibili”), sketch, incontri, scritture radiofoniche e giornalistiche varie, suddivise in un “parisiano” ordine alfabetico, Insperati incontri è, nelle parole dell’artista, Silvio Perrella, classe , un’opera “composita e polifonica”, una collezione di ritratti di vario genere e provenienza più varia ancora. In questo Insperati incontri la scrittura di Perrella, critico dal passo di flâneur in continua cerca di indizi e scorci, opta per un taglio più spiccatamente ritrattistico. Un’opzione di fondo giocata – spesso e ancor più volentieri – sulla dimensione del dialogo personale con il soggetto ritratto. Silvio Perrella (Palermo, ) è uno scrittore e critico letterario italiano. ), Insperati incontri (Gaffi, ), Di terra e mare, scritto a quattro mani con Raffaele La Capria (Laterza, ), Da qui a lì. Ponti, scorci, preludi (italosvevo, ), Io ho paura (Neri Pozza, ). Insperati incontri di Silvio Perrella (Gaffi, ) contiene, secondo indice alfabetico, brevi recensioni, lunghe interviste, conversazioni ricostruite o fissate in radio; tale elastico sillabario si presta ad essere riaggregato lungo diverse direttrici: le poetesse per esempio (Rosselli, Merini, Cavalli), Napoli (su cui bisognerà tornare), i maestri.

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